Intervista ad Andrea Angiolino

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Intervista ad Andrea Angiolino

Oggi parliamo con Andrea Angiolino, game designer dalla lunga carriera, e anche giornalista, scrittore, saggista, speaker di Radio Rai 3 con puntate sulla storia dei Giochi, autore del “Dizionario dei Giochi” (Ed. Zanichelli) in collaborazione con Beniamino Sidoti. Andrea ha creato titoli che hanno conquistato il mondo come “Wings of Glory”, “Sails of Glory” e “Battlestar Galactica: Starship Battles”, passando per i librogame, e giochi di ruolo. È anche socio della casa editrice Quality Games, con il recente successo su Kickstarter “LEX ARCANA“.


Andrea Angiolino è il professionista di alto livello che sarà docente della prima lezione di “Fai il tuo gioco ONLINE”. Il suo WEBINAR è importante per partire con il piede giusto, e poi continuare con moduli tematici degli altri docenti del team “Fai il tuo gioco ONLINE”.


Allora Andrea, raccontaci anzitutto come hai pensato di diventare game designer?


Mi ci sono ritrovato seguendo una passione. Da bambino ovviamente facevo giochi di ogni genere e mi sono divertito a proporre qualche nuovo gioco ai cugini e ai compagni di scuola, affinandoli man mano. Da ragazzo continuavo con questo hobby e mi sono inventato regole di campagna per giocare alla primissima edizione di “Warhammer” in 7-8, per corrispondenza, incontrandosi poi al tavolo per gli scontri tattici. Le regole per combattere con le creature alate erano scadenti, nel gioco originale, così le ho integrate con un mio sistema. Quando poi l’ho scorporato in un wargame autonomo di combattimenti aerei fantasy è venuto fuori il mio primo titolo pubblicato, “Cacciatori di viverne”. Dalla voglia di scrivere un librogame senza alcuni difetti che avevo trovato in un titolo in commercio è poi nato “In cerca di fortuna”, il primo libro-gioco italiano…

Sarebbe rimasto un hobby, mentre studiavo Economia e commercio in vista di un lavoro che mi desse di che vivere, se verso la fine degli anni ’80 non avessi incontrato la C.UnS.A., Cooperativa Un Sacco Alternativa. Era un gruppo romano di autori di giochi, già famoso per la simulazione Corteo, che mi ha aiutato a fare un mestiere dell’invenzione di giochi in scatola, per rivista, per radio e televisione, per manifestazioni, per la pubblicità… E lì ho capito quale fosse la mia strada. Ci dedicavamo quasi esclusivamente a giochi su commissione, non in vendita sul mercato, pur lavorando anche a titoli in scatola per Clementoni e Gut-Unicopli. All’inizio degli anni Duemila, invece, con la Nexus Editrice abbiamo iniziato a vedere finalmente un ampio successo dei giochi creati proprio per il mercato ludico, in Italia ma ancora di più all’estero. E quella è un’altra attività che mi dà molte soddisfazioni.


Tu sei già stato docente di “Fai il tuo gioco” nelle passate edizioni, e rinnovi la tua presenza anche in questa occasione. Perché hai deciso di accettare la proposta?


Mi piace il confronto con chi vuole fare giochi, in questo periodo assai più ricco di opportunità rispetto a quello in cui ho iniziato io. E sono convinto che una continuità sia necessaria, fra chi è nel settore da tempo e chi vuole entrarci adesso, perché un patrimonio di esperienze e conoscenza non si disperda, ma anche per consentire a chi già opera da tempo nel settore di capire quali sono le suggestioni e gli stimoli di chi comincia ora, per percepire meglio le tendenze, per cogliere le novità. Uno scambio molto produttivo.


Quali sono, secondo te, i migliori motivi per partecipare al corso “Fai il tuo gioco”?


Se si hanno l’entusiasmo e la voglia di creare giochi, penso che sia prezioso non cominciare da zero ma partire da una panoramica approfondita del gioco, dei meccanismi della progettazione, delle modalità di presentarsi sul mercato. Inoltre questo corso ha una inconsueta focalizzazione sul coaching, oltre che sul game design, e questo aiuta moltissimo i corsisti a concentrarsi sull’attività di creazione nella maniera più produttiva ed efficiente.


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Seguitiamo l’intervista a Claudia Minozzi, creator di “Fai il tuo gioco”

Seguitiamo l’intervista a Claudia Minozzi, creator di “Fai il tuo gioco”: potete leggere la prima parte qui


Quando parte il nuovo corso?

 

L’early bird (cioè un periodo in cui il prezzo è scontato) è già partito e dura fino al 18 settembre; dopo ci si può iscrivere a prezzo intero (che comunque è un prezzo “light”). Il corso partirà a ottobre, di sabato: iniziamo il pomeriggio di sabato 12 ottobre.


Raccontaci l’evoluzione che ha avuto il corso “Fai il tuo Gioco”: ci sono novità? 


La novità è che il nuovo corso sarà ONLINE, e si può seguire comodamente da casa per l’80 %; ci saranno poi due incontri dal vivo a Roma per la soluzione a problemi di game design, e il playtest alla sede della casa editrice LUDUS MAGNUS STUDIO, una splendida startup in partnership con noi, con cui abbiamo già lavorato nelle passate edizioni. 

Sono webinar interattivi tenuti da vari docenti che illustrano tutto il percorso che c’è da fare per portare un’idea a diventare un prodotto, dalla creazione, al ciclo di realizzazione, fino alle scelte per commercializzare il gioco. Non solo la novità del corso ONLINE che tutta Italia può seguire, quindi non ci limitiamo alla zona di Roma, ma anche un percorso personalizzato per i miei colleghi coach o formatori: molti mi hanno mostrato curiosità sui giochi, ma hanno poco tempo e gli spostamenti pesano visto che già li facciamo spesso per lavoro. La soluzione del WEBINAR abbatte le difficoltà logistiche, è tutto più comodo! Solamente due incontri sono dal vivo per mettere a punto il progetto di gioco, o meglio di GAMIFICATION, che si può utilizzare poi come tool originale nel proprio lavoro d’aula!

 

Ho pensato quindi di dematerializzare gli incontri per rendere accessibile il corso a più persone possibili. Questo cambia un po’ la formula di group coaching e soprattutto non ci sarà il team coaching, come nelle ultime due edizioni. Dal team coaching alla Scuola internazionale di Comics è nato, per esempio, “I Bibliotecari”, gioco pubblicato sul paginone centrale della rivista IoGioco, il magazine specializzato nel settore dei boardgame. Così il 100% dei partecipanti ha avuto la soddisfazione di vedersi pubblicare in cartaceo il gioco da tenere nella propria collezione, e poter dire “Questo l’ho fatto io!”… è stata una grande soddisfazione anche per me, doppia direi, perché oltre ad un risultato concreto, c’è da dire che era un team per me molto sfidante, con un ragazzo sordomuto (definizione sua che non ama farsi chiamare “non udente”), non avevo mai lavorato con un team composto così e l’ottimo rapporto che si è creato con questo ragazzo mi ha davvero commosso!


C’è qualche altro episodio piacevole, qualche successo in seguito alla partecipazione al corso che ci vuoi dire? 


Sì oltre al team che ha pubblicato sulla rivista e il ragazzo sordo con cui ho comunque trovato un buon modo per comunicare, ci sono stati tre coachee che hanno iniziato a collaborare a livello professionale con la casa editrice LUDUS MAGNUS STUDIO , Paolo, Diego e Danilo: i primi due sono stati assunti, e Diego e Danilo hanno pubblicato il loro primo gioco tramite la piattaforma di fundraising Kickstarter con il brand della casa editrice. Il loro prodotto ha raggiunto l’obiettivo base di crowdfunding in circa 10 minuti, un successone, e hanno raccolto oltre 550.000 dollari con il loro gioco Dungeonology… ma di questo parleranno Diego e Danilo in una prossima intervista. Io sono davvero felicissima per loro!


Benissimo, grazie Claudia per averci raccontato le novità: non ci resta che seguire la pagina di Fai il tuo gioco e se i lettori vogliono cogliere l’early bird possono iscriversi cliccando su Contatti o scrivere alla casella mail aziende@gruppotesiteam.it 

Ci riaggiorniamo alla prossima intervista con gli autori di Dungeonology

 


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