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Grazie ai nostri sostenitori da Associazione Fenici e Like Barbara

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Ieri, 26 ottobre, si è conclusa la nostra campagna di raccolta fondi per dare vita all’associazione di promozione sociale Fenici e per far partire il nostro primo progetto LIKE BARBARA, di cui andiamo particolarmente fieri.

Tramite un crowdfunding donation sulla piattaforma “Buona Causa”, abbiamo raccolto i fondi per sostenere le spese di apertura (tasse, bolli, commercialista, ecc.), aprire il sito web (costi hosting, realizzazione sito, logo e blog) e attivare le iniziative per LIKE BARBARA, ovvero il progetto con il quale vogliamo dare empowerment alle studentesse di materie scientifiche STEM.

Avendo raggiunto il nostro primo obiettivo di community (stretch goal, come è abitudine nella prassi del crowdfunding), tutti i nostri sostenitori riceveranno in dono un gioco stampabile, adatto a tutta la famiglia e creato in esclusiva per noi dagli autori di giochi professionisti Marco Valtriani e Francesco Giovo. Si tratta di un’opera realizzata per il progetto sociale Lumen Hero (di cui vi abbiamo già parlato qui) e che, vi ricordiamo, è un librogame innovativo e interattivo che immerge il lettore in un’appassionate avventura fantascientifica. Abbiamo intenzione di riprenderlo in futuro insieme ad altre associazioni ed enti del Terzo Settore.

Come da programmi, però, inizieremo con il progetto LIKE BARBARA, pensato e voluto in onore e memoria dell’ingegner Barbara Picutti: si tratta di sostenere le giovani donne che hanno scelto l’impegnativa carriera in ambito STEM, l’acronimo che, come ormai ben sapete, sta per science, technology, engineering, and mathematics (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).
Per esse Barbara può essere senza dubbio un modello da seguire: è stata una nostra cara amica e crediamo che proporre lei e la sua brillante carriera quale esempio sia un ottimo modo per ricordare alle studentesse il loro valore, la forza interiore che sono capaci di sprigionare e i grandi risultati che, con il giusto lavoro, sono alla loro portata esattamente come lo sono per i colleghi maschi. Lo faremo online con laboratori di coaching e con uno dei nostri tratti distintivi, ovvero l’approccio ludico, proprio perché sappiamo quanto i giochi possano essere potenti nell’evocare consapevolezze e nuove intuizioni.

Siamo molto grati ai nostri sostenitori che, oltre al gioco, riceveranno anche un ulteriore dono come segno della nostra gratitudine: la campagna include infatti altri regali, quali ebook, corsi, sessioni, ecc.

In particolare vogliamo inviare – in base all’opzione scelta – la cartolina con i ringraziamenti (di cui vedete l’immagine in questo articolo), l’ebook “Energia al lavoro” (della nostra vulcanica presidentessa Claudia Minozzi), l’ebook “L’Io e il respiro” (della socia Alessandra Pepe), l’ebook con poesie e foto “Verde Poesia!” (edito dall’ass. Impronte Poetiche e a cura della socia Maria Concetta Dragonetto), il videocorso sui benefici del Qi Gong (a cura ancora di Alessandra Pepe) e infine il videocorso sulla didattica ludica per adolescenti (curata da Claudia Minozzi).

Immancabilmente, essendo i social ormai parte integrante della comunicazione, abbiamo aperto una pagina Facebook dedicata alla nostra associazione e che vi invitiamo a seguire qui:

https://www.facebook.com/profile.php?id=61551927686764

Grazie per averci aiutato a dare luce al nostro progetto!


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Top view of board games, pawns, chessmen, dominoes and dices.

Gioca con noi a sostegno del progetto LIKE BARBARA, appuntamento 23 ottobre online

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Continuano le iniziative a sostegno del nostro primo progetto “Like Barbara” e apertura APS Fenici: tramite eventi interattivi online ci stiamo facendo conoscere regalando ore piacevoli e tanti contenuti interessanti e utili.

Dopo la bella serata del 5 ottobre scorso, “Stesi dalle Tesi, speciale STEM”, incontro online organizzato da Adriana Migliucci con l’ass. Terre Vivaci, abbiamo in programma un’altra iniziativa per il prossimo 23 ottobre: questa volta saremo proprio noi ad intavolare un gioco per dimostrare l’efficacia dell’approccio ludico nello sviluppo di abilità necessarie a chi lavora nell’ambito della formazione soft skills, coaching, team building e team coaching.

Naturalmente, la nostra presidentessa Claudia Minozzi renderà il tutto semplice, accessibile e divertente, una serata quindi non per soli “addetti ai lavori”, ma anzi per chiunque abbia voglia di curiosare e capire cosa facciamo e come lo facciamo, divertimento incluso!

Il gioco, d’altra parte, è uno dei migliori sistemi di comunicazione perché grazie alla sua versatilità è capace di avvicinare le persone e di rendere a portata di mano i propri obiettivi. Non è affatto una cosa che diciamo tanto per dire: già l’anno scorso Claudia Minozzi, proprio utilizzando il meccanismo del gioco, del “librogame” in particolare, ha portato a termine il progetto sociale “Lumen Hero”.

“Lumen Hero” è un progetto sociale innovativo per il benessere delle persone con sclerosi multipla, in particolare giovani: è gamification (ovvero l’utilizzo, in ambiti non ludici, di elementi mutuati dai giochi e dalle tecniche di game design) il cui scopo è incentivare l’attività all’aperto, alla luce del sole, e la socializzazione tra pari. Studi scientifici, infatti, hanno dimostrato un effetto positivo della luce naturale sull’umore, mentre il bisogno di socializzare è un desiderio frequente per quelle persone che, a causa di una serie di ostacoli o problemi, si sentono poco felici (come emerge da ricerche di settore sulla sclerosi multipla, patologia cronica per la quale ancora non c’è una cura definitiva). Il gioco sano, dunque, è una leva potente per incentivare comportamenti virtuosi, un concetto fondamentale che rimane alla base anche della APS Fenici.

“Lumen Hero”, l’eroe della luce, è una app gratuita e, come accennato, è un vero e proprio librogame basato su un software della casa editrice “Infinity Mundi”, che ci porta in un universo fantascientifico in cui siamo i protagonisti di un epico scontro con le forze del male. Pur adatto a chiunque si voglia cimentare in un’avventura coinvolgente, con forti elementi tipici dei giochi di ruolo, “Lumen Hero” è stata pensata proprio per le persone con sclerosi multipla grazie ad alcune accortezze ed a una serie di contenuti scelti appositamente per loro (tramite incontri con i beneficiari). La potete trovare qui: https://www.infinitymundi.it/catalog/lumen-hero

Alla fine, anche nel caso di “Lumen Hero”, il beneficio di fondo che si vuole sottolineare è quello dell’ “empowerment”, cioè il potenziamento di sé stessi, il sentirsi in grado di essere protagonisti attivi della propria vita.
E’ lo stesso concetto che vorremmo portare avanti nel progetto “Like Barbara”, dedicato alla memoria dell’ingegnera Barbara Picutti e destinato alle ragazze che affrontano percorsi di studio “STEM” ovvero “Science, Technology, Engineering and Mathematics” (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) per cercare di liberarne o esaltarne le risorse interiori aumentandone l’autostima.

Non a caso, nei progetti futuri della Aps Fenici, c’è anche il desiderio, tra le tante altre cose, di riprendere proprio “Lumen Hero” come progetto in partenariato con associazioni e/o cooperative sociali.

Per saperne di più, non vi resta allora che partecipare all’evento su zoom del 23 ottobre, alle 18.30, e giocare con noi! Per farlo, è sufficiente chiedere il LINK, lo trovate in 3 modi:

  1. Andando sulla pagina Facebook della Associazione Fenici https://www.facebook.com/profile.php?id=61551927686764

  1. Andando direttamente sul profilo della presidentessa Claudia Minozzi: https://www.facebook.com/profile.php?id=100013428120659

  1. Andando sul gruppo fb della Presidentessa: https://www.facebook.com/groups/733098331590644

Se anche tu vuoi aiutarci a fare la differenza con il progetto “Like Barbara” per favorire l’empowerment delle ragazze STEM, allora clicca subito qui https://buonacausa.org/cause/apertura-associazionefenici.

Ci aiutate a dare luce al nostro progetto?


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Serata Stesi dalle Tesi a favore del progetto LIKE BARBARA, cronaca dell’evento

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L’evento online “Stesi dalle tesi, speciale STEM” del 5 ottobre ’23 si è rivelato una serata piacevole, ricca di spunti interessanti e, per noi, una ulteriore occasione per farci conoscere e per parlare del progetto “Like Barbara”.
Possiamo anzi dire che l’incontro ha addirittura rafforzato la nostra convizione riguardo l’idea che c’è dietro “Like Barbara”, rendendoci ansiosi di supportare con i nostri laboratori le ragazze intenzionate ad intraprendere un percorso di tipo STEM che, lo ripetiamo ancora, è un acronimo che sta per “Science, Technology, Engineering and Mathematics” (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

Oltre a noi, e alla partecipazione di Claudia Minozzi presidentessa di Fenici, all’evento organizzato da Adriana Migliucci sono state ospiti quattro donne, quattro laureate in materie tecnico-scientifiche che ci hanno illustrato le loro tesi, il grande lavoro che queste hanno comportato, le modalità con cui si sono approcciate alla materia e, non di meno, la passione con cui hanno ottenuto i loro risultati!

Ha cominciato Valentina Iannilli di Roma, ingegnera edile, con la sua tesi di laurea “Scuola di design navale e residenze per studenti a Fiumicino: Sede del biennio della Facoltà di Ingegneria Navale”, una tesi partita da uno studio urbanistico e che ha riguardato la riqualificazione del “waterfront” di Fiumicino. Ci ha spiegato come si è svolto lo studio per la realizzazione del porto e di come si sia pensato di sistemare i capannoni che sarebbero sorti attorno ad esso, anche in funzione paesaggistica. Uno sforzo che doveva includere gli spazi per la facoltà di ingegneria navale, appunto, e che nell’idea di Valentina avrebbe acquistato i tratti di una sorta di mini-campus armonizzato con il paesaggio e la vocazione naturalistica del luogo. Ringraziamo in particolar modo Valentina che ha voluto già sostenere il nostro progetto, attualmente in raccolta fondi.

Poi è stata la volta di Marina Castellano, milanese e laureata in scienze biologiche, che ci ha raccontato della sua tesi dal titolo certamente lungo e impegnativo: “Analisi citogenetica nelle sindromi neurodisplastiche e nelle leucemie acute non linfocitiche secondarie a terapia antineoplastica”. Presentata alla fine degli anni ‘80, questa tesi si è concentrata su quelle che sono malattie del sangue pretumoriali o tumorali, insorte però in seguito a trattamenti effettuati per la cura di tumori di diversa origine. Si è trattato, come si può intuire, di un complesso lavoro che ha cercato di individuare dei “marker”, marcatori, circa la prognosi dei nuovi tumori, il loro andamento e il loro trattamento. Marina oggi si occupa di coordinamento di progetti centrati sulle nuove scoperte in tema scienza e salute.

Beatrice De Lazzari, ingegnera biomedica romana (al momento residente in Olanda), ha parlato della sua tesi “Simulation of working scenarios for the assessment of risk in repetitive manual tasks” (Simulazione di scenari lavorativi per la valutazione del rischio in attività manuali ripetitive). Il suo approccio ha riguardato lo studio dell’attività degli arti superiori di operai impegnati in lavori faticosi e ripetitivi, studio per il quale è stato sviluppato ed impiegato un software specifico. Questo ha analizzato i movimenti delle braccia e dei polsi dei soggetti presi in esame, così da permettere una valutazione degli sforzi e dei suoi effetti sulle articolazioni e per valutare quindi se questi, nel tempo, potessero essere la causa di disturbi posturali o di altro genere.

Infine Paola Righetti, ingegnere gestionale, romana, professionista che oggi si occupa di privacy, ha raccontato della sua tesi “Prefattibilità di un investimento industriale per la produzione di componenti tecnici in gomma”. Si è trattato di un racconto curioso, poiché la tesi, presentata alla fine degli anni Novanta, riguardava un paese, l’Argentina, che in quel periodo godeva di un particolare riguardo a livello economico, tanto che molte importanti aziende, anche italiane, avevano aperto lì degli uffici. Nonostante questo, Paola ha avuto il coraggio di presentare una tesi che dava invece una valutazione negativa del futuro dell’economia di Buenos Aires, una che si è poi rivelata esatta alcuni anni più tardi.

Ascoltare queste donne è stato illuminante, interessante e mai noioso, anche grazie alla presenza di alcuni artisti che hanno animato l’incontro: Chiara Sgherbini, cantante, compositrice ed insegnante musicale comasca (con ben nove lauree!) che ci ha deliziato con alcune canzoni del repertorio blues e jazz, e Paolo Cossa, anch’egli compositore e pianista veterano che ha suonato per noi.

In questo contesto, grazie all’intervento di Claudia Minozzi, abbiamo potuto dunque parlare della nascente APS Fenici, delle nostre idee, del progetto dedicato a Barbara Picutti, brillante donna e ingegnere che ci ha lasciati troppo presto, e abbiamo potuto immergerci in un momento sociale che è sembrato ideale per quello che desideriamo realizzare.

Se anche tu vuoi aiutarci a far partire il progetto “Like Barbara” per favorire l’empowerment delle ragazze STEM, allora clicca subito qui https://buonacausa.org/cause/apertura-associazionefenici.

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Musica, cultura e gioco per sostenere il progetto LIKE BARBARA, insieme ad Ass. Terre Vivaci

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Torniamo a parlare del nostro progetto “Like Barbara” e della nostra intenzione di dare empowerment alle ragazze “STEM”, le ragazze che intraprendono percorsi di studi tecnico-scientifici. Come ricorderete, l’acronimo “STEM” sta proprio ad indicare le parole Science, Technology, Engineering, Mathematics (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

A tal proposito, vi invitiamo il 5 ottobre all’evento online dal titolo “Stesi dalle tesi, speciale STEM”, dalle 21.00 su piattaforma Zoom: l’evento sarà gratuito ed aperto a tutti.

Sarà condotto da Adriana Migliucci, la presidente dell’associazione culturale “Terre Vivaci” e ideatrice del format “Stesi dalle Tesi”, un progetto culturale per lo scambio di saperi e per ridare vita alle tesi di laurea: una vera e propria miniera di conoscenza che può essere condivisa e di cui ancora non tutti conoscono l’utile esistenza!

La puntata, come immaginabile vista la nostra partecipazione, è incentrata proprio sulle donne che hanno condotto studi scientifici e, grazie ad una formula brillante e giocosa che consente il coinvolgimento di ogni partecipante, sarà possibile fare tante nuove scoperte.

L’approccio ludico del format è di nostro particolare gradimento, visto che è esattamente quello che abbiamo pensato di utilizzare per portare avanti i nostri progetti: il gioco è uno dei modi migliori per conoscersi, esprimersi, avvicinarsi e veicolare messaggi. Dietro un approccio “leggero” cela una complessità e una ricchezza che è davvero difficile eguagliare. Non è un caso che a noi della APS Fenici piacciano così tanto i giochi da tavolo e i giochi di ruolo, perché è tramite la passione condivisa per il gioco sano che abbiamo messo in comune tante delle nostre esperienze.

Durante l’evento, ci saranno intermezzi musicali con le performance di tre splendidi artisti: Paolo Cossa, Anna Ghetti e Chiara Sgherbini, uniti insieme nel Trio Gipsy Rollin’, che allieteranno la serata offrendoci brani di musica jazz, blues e classica (voce e pianoforte).

Adriana poi darà la parola a Claudia Minozzi, presidentessa della nostra nascente associazione Fenici APS, e intervisterà alcune donne che hanno scelto la loro professione nell’ambito dell’ingegneria, architettura o biomedicina, ci farà giocare e darà risalto all’iniziativa con cui abbiamo pensato di esordire, il progetto “Like Barbara”, appunto, dedicato alle studentesse “STEM” e alla memoria di Barbara Picutti, ingegnere e grande donna: una figura emblematica che vogliamo portare ad esempio come modello per le ragazze STEM.

A loro, grazie ad una serie di laboratori gratuiti di coaching, intendiamo dare strumenti per sviluppare maggiore sicurezza ed autostima, così da sentirsi più forti nei contesti accademici e lavorativi scientifici, in un mondo ancora considerato tipicamente maschile.

Per fare tutto questo, come sapete, siamo attualmente in campagna di raccolta fondi per dare vita ad una associazione e ad un progetto in cui ci stiamo impegnando moltissimo. Sì, pensiamo che i nostri laboratori riusciranno a fare del bene e che, nel nostro piccolo, riusciremo a dare un contributo positivo nel grande schema delle cose.

Se volete fare la differenza, sostenete la nascente associazione Fenici già ora cliccando qui https://buonacausa.org/cause/apertura-associazionefenici.

Ci aiutate a dare luce a questo progetto?


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Giochi e coaching a servizio del benessere sociale: nasce l’associazione Fenici

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Cercare di portare un po’ di bene nel mondo è un’attività che Fai il tuo gioco e la sua ideatrice Claudia Minozzi hanno già svolto in passato (per es. con Lumen Hero, che approfondiremo nel prossimo articolo), a cui vorremmo dare da oggi in poi continuità operativa.

La nascente associazione di promozione sociale “Fenici”, che sta prendendo corpo grazie alle aspirazioni e ai desideri dei suoi fondatori, si propone di fare esattamente questo: aiutare gli altri promuovendo una serie di progetti sociali che, negli anni a venire, portino avanti con continuità un’idea concreta, impattare positivamente sul Mondo tramite coaching e serious games.

Quindi non più iniziative “spot”, occasionali (seppur valide), ma un’azione progressiva e costante.

Una delle forze motrici dietro l’APS Fenici è l’utilizzo dello strumento ludico: la passione per il gioco sano, unita alle metodologie del coaching, specialità della presidentessa Claudia Minozzi, costituisce infatti un notevole “dispositivo”, validissimo quale approccio alle delicate tematiche che si vogliono affrontare.

Il “coaching by game approach”, il coaching ludico, costituirà quindi una sorta di marchio di fabbrica della futura APS Fenici.

Il primo progetto che si sta mettendo in cantiere è pensato per rivolgersi alle ragazze “STEM”, ovvero le ragazze che studiano materie scientifiche (“stem” è difatti una sigla che sta per “science, technology, engineering, and mathematics”), cercando di lavorare sul loro “empowerment”, dunque la loro autostima, la sicurezza in loro stesse.

Succede infatti che queste ragazze, nonostante negli studi conseguano spesso risultati migliori dei ragazzi, trovino poi difficoltà ad affermarsi in un ambiente lavorativo che è ancora prettamente maschile, soprattutto per via di qualche pregiudizio culturale.

Avere sicurezza in sé stesse, nelle proprie risorse interiori, aiuta invece a migliorare ulteriormente le proprie “performance”: essere fiduciose nelle proprie abilità e capacità professionali, aiuta ad affermarsi in modo più efficace, conquistando la certezza che qualsiasi donna, con il giusto impegno che ogni lavoro comporta, può tranquillamente tenere testa ai propri colleghi di sesso maschile.

Non è un caso che si parta proprio da qui, come non è un caso che il progetto sia chiamato “Like Barbara”: si tratta infatti di un’iniziativa dedicata alla memoria di Barbara Picutti, ingegnere e amica che ci ha lasciati improvvisamente quest’estate per via di complicazioni seguite ad un’operazione chirurgica che, prospettata come rapida e semplice, si è rivelata invece letale. Sulla questione, com’è giusto, la famiglia sta cercando di fare luce, anche per vie legali e, per tale motivo, per ora non approfondiremo qui il dramma che è stata la morte di Barbara.

Vogliamo però ricordare il grande esempio che questa donna rappresenta per ogni ragazza che intenda intraprendere questa strada: Barbara era una manager di alto livello in una importantissima multinazionale, più volte impegnata all’estero in prestigiosi contesti internazionali. Si è occupata di ricerca, innovazione, sviluppo tecnologico e ha messo la sua firma su progetti di notevole valore ingegneristico.

Rispettata e stimata professionalmente da tutti i suoi colleghi, si era laureata al Politecnico di Milano già negli anni Ottanta, quando forse, per le donne che desideravano questa carriera, le cose erano perfino più complicate di oggi.

Una donna forte ma che rimaneva strettamente legata alla sua femminilità, coltivando le sue passioni per il canto, la cultura, l’arte. Un modello a cui ogni ragazza può guardare quando è il momento di superare le avversità che possono manifestarsi sulla propria strada.

Il primo passo è raccogliere fondi per aprire l’attività come associazione di promozione sociale e finanziare questo progetto pilota che per noi ha un’importanza speciale. Desideriamo attivare laboratori gratuiti per le ragazze STEM, e poi proporre il progetto Like Barbara a chi vorrà unirsi a noi (le APS, durante i primi due anni di vita, possono muoversi solo “in cordata” – partenariato – con altri), per realizzare una serie di laboratori online che, usando le attività ludiche, cercheranno di centrare l’obiettivo di aumentare la sicurezza e l’autostima delle studentesse STEM.

Un piccolo o grande sforzo che sia, la proverbiale “goccia nel mare”: ma si sa, tante “gocce” fanno il mare e finiscono comunque per realizzare qualcosa di importante, nel tempo. Noi in questo progetto ci crediamo tantissimo!

Nelle prossime settimane di campagna approfondiremo altri aspetti. Per ora, chiunque voglia fare la differenza, può aiutarci cliccando su questo link (https://buonacausa.org/cause/apertura-associazionefenici ).
Ci aiuti a dare luce a questo progetto?


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Intervista ad Andrea Angiolino

Oggi parliamo con Andrea Angiolino, game designer dalla lunga carriera, e anche giornalista, scrittore, saggista, speaker di Radio Rai 3 con puntate sulla storia dei Giochi, autore del “Dizionario dei Giochi” (Ed. Zanichelli) in collaborazione con Beniamino Sidoti. Andrea ha creato titoli che hanno conquistato il mondo come “Wings of Glory”, “Sails of Glory” e “Battlestar Galactica: Starship Battles”, passando per i librogame, e giochi di ruolo. È anche socio della casa editrice Quality Games, con il recente successo su Kickstarter “LEX ARCANA“.


Andrea Angiolino è il professionista di alto livello che sarà docente della prima lezione di “Fai il tuo gioco ONLINE”. Il suo WEBINAR è importante per partire con il piede giusto, e poi continuare con moduli tematici degli altri docenti del team “Fai il tuo gioco ONLINE”.


Allora Andrea, raccontaci anzitutto come hai pensato di diventare game designer?


Mi ci sono ritrovato seguendo una passione. Da bambino ovviamente facevo giochi di ogni genere e mi sono divertito a proporre qualche nuovo gioco ai cugini e ai compagni di scuola, affinandoli man mano. Da ragazzo continuavo con questo hobby e mi sono inventato regole di campagna per giocare alla primissima edizione di “Warhammer” in 7-8, per corrispondenza, incontrandosi poi al tavolo per gli scontri tattici. Le regole per combattere con le creature alate erano scadenti, nel gioco originale, così le ho integrate con un mio sistema. Quando poi l’ho scorporato in un wargame autonomo di combattimenti aerei fantasy è venuto fuori il mio primo titolo pubblicato, “Cacciatori di viverne”. Dalla voglia di scrivere un librogame senza alcuni difetti che avevo trovato in un titolo in commercio è poi nato “In cerca di fortuna”, il primo libro-gioco italiano…

Sarebbe rimasto un hobby, mentre studiavo Economia e commercio in vista di un lavoro che mi desse di che vivere, se verso la fine degli anni ’80 non avessi incontrato la C.UnS.A., Cooperativa Un Sacco Alternativa. Era un gruppo romano di autori di giochi, già famoso per la simulazione Corteo, che mi ha aiutato a fare un mestiere dell’invenzione di giochi in scatola, per rivista, per radio e televisione, per manifestazioni, per la pubblicità… E lì ho capito quale fosse la mia strada. Ci dedicavamo quasi esclusivamente a giochi su commissione, non in vendita sul mercato, pur lavorando anche a titoli in scatola per Clementoni e Gut-Unicopli. All’inizio degli anni Duemila, invece, con la Nexus Editrice abbiamo iniziato a vedere finalmente un ampio successo dei giochi creati proprio per il mercato ludico, in Italia ma ancora di più all’estero. E quella è un’altra attività che mi dà molte soddisfazioni.


Tu sei già stato docente di “Fai il tuo gioco” nelle passate edizioni, e rinnovi la tua presenza anche in questa occasione. Perché hai deciso di accettare la proposta?


Mi piace il confronto con chi vuole fare giochi, in questo periodo assai più ricco di opportunità rispetto a quello in cui ho iniziato io. E sono convinto che una continuità sia necessaria, fra chi è nel settore da tempo e chi vuole entrarci adesso, perché un patrimonio di esperienze e conoscenza non si disperda, ma anche per consentire a chi già opera da tempo nel settore di capire quali sono le suggestioni e gli stimoli di chi comincia ora, per percepire meglio le tendenze, per cogliere le novità. Uno scambio molto produttivo.


Quali sono, secondo te, i migliori motivi per partecipare al corso “Fai il tuo gioco”?


Se si hanno l’entusiasmo e la voglia di creare giochi, penso che sia prezioso non cominciare da zero ma partire da una panoramica approfondita del gioco, dei meccanismi della progettazione, delle modalità di presentarsi sul mercato. Inoltre questo corso ha una inconsueta focalizzazione sul coaching, oltre che sul game design, e questo aiuta moltissimo i corsisti a concentrarsi sull’attività di creazione nella maniera più produttiva ed efficiente.


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Intervista agli autori di “DUNGEONOLOGY”, Diego Fonseca e Danilo Guidi

Oggi facciamo qualche domanda ai due autori del gioco “Dungeonology“, finanziato grazie alla piattaforma Kickstarter, che ci mette nei panni di coraggiosi avventurieri impegnati nello studio dell’habitat dei mostri che infestano i temuti dungeon.
Aspiranti insegnanti dell’immaginaria università italiana di Rocca Civetta, gli intrepidi studenti dovranno raccogliere le informazioni necessarie a scrivere la migliore tesi in… Dungeonologia!


Ciao Diego e Danilo, che genere di gioco è “Dungeonology”? come possiamo descriverlo?


Dungeonology” è un dungeon crawler atipico, in cui interpretiamo degli studenti impegnati in una ricerca sul campo all’interno di dungeon abitati da pericolose razze di mostri. Il gioco richiede di esplorare il dungeon e scoprire i segreti dei mostri prima e meglio degli altri giocatori. Per riuscire a farlo, utilizzeremo delle carte trucchetto che useremo sia per ottenere informazioni utili per scrivere la tesi da riportare a Rocca Civetta, sia per ostacolare i nostri avversari. Ad accompagnarci in questa avventura ci saranno le matricole dell’università, dei simpatici omini che andremo ad usare per attivare le nostre carte più forti o sacrificheremo senza pietà per salvarci la pelle.


Come siete entrati in contatto con il vostro editore “Ludus Magnus Studio”?


Durante il corso di “Fai il tuo gioco” dedicato al Kickstarter abbiamo conosciuto Andrea Colletti della “Ludus Magnus Studio“, al quale abbiamo presentato il nostro progetto. Fortunatamente ha visto in esso del potenziale ed ha deciso di produrlo durante l’anno successivo.


Cosa ne pensate del corso “Fai il tuo gioco”, che avete frequentato? Che genere di aiuto vi ha dato e in cosa vi ha avvantaggiato sul vostro percorso?


Il corso ci ha dato accesso a conoscenze molto settoriali ed è stato un’ottima introduzione nel mondo professionale dei giochi e del Kickstarter. A prescindere di riuscire o meno a pubblicare un gioco, il corso mette comunque a disposizione OTTIMI STRUMENTI per iniziare il proprio progetto lavorativo in ambiente ludico.


Ringraziamo D&D, Diego e Danilo ex allievi di Fai il tuo gioco: Diego, inoltre, adesso è membro stabile dello staff della Ludus Magnus Studio, così come Paolo, anche lui ex allievo delle passate edizioni di Fai il tuo gioco. Sono stati creati da Paolo i meravigliosi video di presentazione dei giochi Sine Tempore e Black Rose Wars 


Auguriamo numerosi successi ai nostri ex allievi e anche ai futuri allievi di Fai il tuo gioco, ricordando che sono aperte le iscrizioni dell’edizione 2019. Il corso partirà ad ottobre!


I POSTI sono LIMITATI: per riservare il tuo posto contattaci sulla pagina Fb Fai il tuo gioco



 


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Seguitiamo l’intervista a Claudia Minozzi, creator di “Fai il tuo gioco”

Seguitiamo l’intervista a Claudia Minozzi, creator di “Fai il tuo gioco”: potete leggere la prima parte qui


Quando parte il nuovo corso?

 

L’early bird (cioè un periodo in cui il prezzo è scontato) è già partito e dura fino al 18 settembre; dopo ci si può iscrivere a prezzo intero (che comunque è un prezzo “light”). Il corso partirà a ottobre, di sabato: iniziamo il pomeriggio di sabato 12 ottobre.


Raccontaci l’evoluzione che ha avuto il corso “Fai il tuo Gioco”: ci sono novità? 


La novità è che il nuovo corso sarà ONLINE, e si può seguire comodamente da casa per l’80 %; ci saranno poi due incontri dal vivo a Roma per la soluzione a problemi di game design, e il playtest alla sede della casa editrice LUDUS MAGNUS STUDIO, una splendida startup in partnership con noi, con cui abbiamo già lavorato nelle passate edizioni. 

Sono webinar interattivi tenuti da vari docenti che illustrano tutto il percorso che c’è da fare per portare un’idea a diventare un prodotto, dalla creazione, al ciclo di realizzazione, fino alle scelte per commercializzare il gioco. Non solo la novità del corso ONLINE che tutta Italia può seguire, quindi non ci limitiamo alla zona di Roma, ma anche un percorso personalizzato per i miei colleghi coach o formatori: molti mi hanno mostrato curiosità sui giochi, ma hanno poco tempo e gli spostamenti pesano visto che già li facciamo spesso per lavoro. La soluzione del WEBINAR abbatte le difficoltà logistiche, è tutto più comodo! Solamente due incontri sono dal vivo per mettere a punto il progetto di gioco, o meglio di GAMIFICATION, che si può utilizzare poi come tool originale nel proprio lavoro d’aula!

 

Ho pensato quindi di dematerializzare gli incontri per rendere accessibile il corso a più persone possibili. Questo cambia un po’ la formula di group coaching e soprattutto non ci sarà il team coaching, come nelle ultime due edizioni. Dal team coaching alla Scuola internazionale di Comics è nato, per esempio, “I Bibliotecari”, gioco pubblicato sul paginone centrale della rivista IoGioco, il magazine specializzato nel settore dei boardgame. Così il 100% dei partecipanti ha avuto la soddisfazione di vedersi pubblicare in cartaceo il gioco da tenere nella propria collezione, e poter dire “Questo l’ho fatto io!”… è stata una grande soddisfazione anche per me, doppia direi, perché oltre ad un risultato concreto, c’è da dire che era un team per me molto sfidante, con un ragazzo sordomuto (definizione sua che non ama farsi chiamare “non udente”), non avevo mai lavorato con un team composto così e l’ottimo rapporto che si è creato con questo ragazzo mi ha davvero commosso!


C’è qualche altro episodio piacevole, qualche successo in seguito alla partecipazione al corso che ci vuoi dire? 


Sì oltre al team che ha pubblicato sulla rivista e il ragazzo sordo con cui ho comunque trovato un buon modo per comunicare, ci sono stati tre coachee che hanno iniziato a collaborare a livello professionale con la casa editrice LUDUS MAGNUS STUDIO , Paolo, Diego e Danilo: i primi due sono stati assunti, e Diego e Danilo hanno pubblicato il loro primo gioco tramite la piattaforma di fundraising Kickstarter con il brand della casa editrice. Il loro prodotto ha raggiunto l’obiettivo base di crowdfunding in circa 10 minuti, un successone, e hanno raccolto oltre 550.000 dollari con il loro gioco Dungeonology… ma di questo parleranno Diego e Danilo in una prossima intervista. Io sono davvero felicissima per loro!


Benissimo, grazie Claudia per averci raccontato le novità: non ci resta che seguire la pagina di Fai il tuo gioco e se i lettori vogliono cogliere l’early bird possono iscriversi cliccando su Contatti o scrivere alla casella mail aziende@gruppotesiteam.it 

Ci riaggiorniamo alla prossima intervista con gli autori di Dungeonology

 


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Intervista a Claudia Minozzi, ideatrice di “Fai il tuo gioco” – prima parte

 

Negli ultimi anni la realtà di un corso come “Fai il tuo gioco” è diventata sempre più conosciuta all’interno della comunità ludica italiana. Ideato da Claudia Minozzi, sono già decine gli aspiranti game designer che lo hanno frequentato e che si sono quindi succeduti “tra i banchi”, affinando così le proprie idee, i propri metodi e i prodotti che avevano pensato.
Parliamone proprio con la persona che è il vero e proprio motore dietro “Fai il tuo Gioco”, con colei che ha immaginato di coniugare il concetto di coaching con quello di game design.

Ciao Claudia! Cominciamo questa intervista parlando un po’ di te. Chi è anzitutto Claudia Minozzi?

Ciao Massimo, sono una piccola imprenditrice e coach professionista. Mi occupo di istruzione da 20 anni con il mio Centro Studi Tesiteam; ho sempre usato in questi 20 anni un approccio da manager coach con i miei collaboratori, e negli ultimi 6 anni ho deciso di dedicarmi anche alla professione di coach con clienti esterni, sia aziende che persone.

Faccio una specifica sul coaching, parola oggi molto di moda ma che può essere fraintesa.

Il coach NON è un guru, è invece un individuo formato professionalmente all’approccio e alle tecniche che servono per il miglioramento e il raggiungimento degli obiettivi personali e aziendali. Formato professionalmente significa che ha seguito un percorso con scuole specializzate e accreditate: io ho scelto una scuola accreditata da ICF (International Coach Federation), la più grande associazione professionale di coach nel mondo, con oltre 100 nazioni che vi aderiscono. È l’accreditamento preferito dalle Grandi Aziende quando scelgono un professionista che accompagni il personale e i dirigenti verso l’eccellenza. Il coach agisce sulle competenze trasversali (come il problem solving, il decision making, l’intelligenza emotiva, il lavoro di squadra, ecc.), cioè su tutto quello che serve alle persone per passare da un vago proposito al raggiungimento di un obiettivo tramite azioni concrete. Il coach, quindi, è un consulente di PROCESSO e non di contenuto, e lavora con le persone in una relazione di “partnership”, cioè basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Non c’è un rapporto gerarchico tra chi fa il coach e chi riceve il coaching (che si chiama coachee), ma è come essere in società per raggiungere un obiettivo. Chi sceglie di essere un coach ICF, sceglie di aderire ad un codice etico, e quindi l’obiettivo è sempre e solo il benessere del coachee. È soprattutto la scelta etica che differenzia un coach ICF da altri tipi di coaching. Oltre a questo, è importante una solida formazione: io parto da una laurea in psicologia clinica, e ho approfondito con corsi di Alta formazione e un master in team coaching gli strumenti adatti per questa professione. È capitato che durante Fai il tuo gioco una persona si sia appassionata al coaching e abbia intrapreso un percorso di formazione uguale al mio, anche se si era avvicinato per approfondire i giochi!

Oltre che imprenditrice e coach professionista, penso di essere nel mio piccolo anche un’innovatrice: per questo ho creato Fai il tuo gioco, e di recente ho utilizzato gli ologrammi nei miei laboratori, una novità assoluta in Italia.

Come ti è venuta l’idea di “Fai il tuo gioco”?

Unendo più fattori in un campo che mi appassiona.

Nella formazione aziendale e nel team coaching spesso si utilizzano i giochi d’aula, perché gli apprendimenti basati sull’esperienza di gioco risultano più vivi, il coinvolgimento è maggiore, oltre ad aiutare a ricordare più a lungo quanto si è scoperto durante tale esperienza (game based learning). Il divertimento è un fattore molto potente e migliora il clima di lavoro. Il gioco è poi sfida e scoperta, un attivatore di intuizioni e una spinta a mettersi in moto. È quindi una metodologia molto efficace nella formazione esperienziale, e un tool anche nel coaching (per es. con gli strumenti di gamification di Points of You di cui sono trainer). Oltre al valore professionale, il gioco è un momento di svago, e nel bilancio vita e lavoro lo svago serve e fa bene!! Personalmente sono appassionata di gioco di ruolo, non quello da fare online bensì il classico gdr da tavolo: carta e matita. Mi piace farlo ed è occasione per socializzare. Amo il gioco di ruolo per l’interpretazione e per le storie. Le storie sono evidentemente la parte artistica del gioco, ma non solo la narrazione è una componente artistica. Tutta la creazione di un gioco ha una componente artistica. È un processo artistico! Il game design, per definizione, è l’arte e la tecnica di creare giochi. Io amo l’arte in tutte le sue forme (o meglio l’arte ama me!) e ho un’anima di artista da sempre. Scrivevo poesie e racconti fin da bimba, la prima volta che ho pubblicato avevo 12 anni (e da allora ho una trentina di pubblicazioni all’attivo). Stanti queste premesse, ho unito passione, professione e spirito artistico e ho lanciato un’innovazione: nessuno aveva unito prima il coaching con la creazione di giochi, e cioè un percorso che (oltre alle informazioni date da game designer professionisti) stimolasse la creatività, e poi aiutasse a mettere in pratica quanto scoperto e realizzare concretamente un progetto (da soli o in team), per la soddisfazione di creare qualcosa di piacevole in prima persona, o anche – in alcuni casi – come possibile sbocco professionale o imprenditoriale. Il mercato globale dei giochi è in crescita, e non solo nel settore dell’intrattenimento, ma anche educazione, formazione e marketing. C’è quindi spazio per i creativi.

A tutto ciò ho aggiunto l’approccio manageriale del mio Centro Studi Tesiteam, e come per le altre materie nella didattica universitaria, ho composto un team di esperti che affiancasse gli aspiranti game designer a comprendere cosa c’è dietro il mondo dei giochi, e cosa c’è “dentro la scatola”: non solo meccaniche, quindi, ma anche tutta la parte di produzione e commercializzazione, che passa per l’editoria classica e arriva a nuove forme di auto – imprenditorialità. È un fattore, quest’ultimo, secondo me molto interessante: io sono pure una business coach per startup quindi l’iniziativa in proprio la conosco bene (anche io lavoro in proprio) e per me è un valore. Certo, non va affrontata in modo avventato, per questo è importante essere preparati e ben formati.

Dietro “Fai il tuo gioco” c’è tutto questo…. E anche di più, perché il percorso è anche divertente e piacevole: uso la gamification, cioè i giochi per far crescere i progetti di gioco!

Bene, seguitiamo questa intervista andando più nel dettaglio di cosa possiamo trovare durante il corso Fai il tuo gioco nel prossimo articolo. Intanto ti avvisiamo di non perdere l’Early bird che inizierà a breve e solo per pochi giorni, puoi già informarti scrivendo un messaggio alla pagina Fb di Fai il tuo gioco cliccando su CONTATTACI

https://www.facebook.com/Faiiltuogioco/

 


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Pubblicato su IoGioco “I Bibliotecari” creato dagli allievi di FAI IL TUO GIOCO

Il gioco “I Bibliotecari” interamente creato dagli allievi di Fai il tuo gioco edizione Scuola Internazionale di Comics di Roma 2018 è attualmente in edicola come inserto del n. 8 della rivista specializzata di settore ioGioco. Ottimo risultato: il 100% della classe ha avuto la soddisfazione di vedersi pubblicare un gioco che potrà toccare con mano e tenere nella propria collezione!


Tutti gli allievi sono stati molto coinvolti in questo progetto: l’iniziativa è partita da uno dei partecipanti a Fai il tuo gioco, Enrico Peduzzi, che parlando con la redazione della rivista ha proposto un contest tra gli allievi del corso che avesse come risultato finale la pubblicazione del vincitore su ioGioco con il boardgame elaborato individualmente durante il corso.
Dal punto di vista pratico, però, ci ha fatto notare Andrea Angiolino (game designer professionista e docente di Fai il tuo gioco) questo non era realizzabile perché i progetti individuali dei singoli partecipanti si andavano sviluppando in vista di una pubblicazione adatta al mercato dei giochi in scatola, mentre un gioco per rivista ha caratteristiche differenti.
Così la coach e formatrice Claudia Minozzi ha proposto un’alternativa: l’iniziativa si è trasformata da una competizione tra gli allievi ad un “meta-gioco cooperativo”, ovvero un progetto di team in cui tutti gli allievi partecipassero nel creare un gioco adatto a diventare un inserto.
Andrea Angiolino ha tenuto una lezione apposita per illustrare le specificità di questa tipologia.
La redazione di ioGioco (in particolare Massimiliano Calimera, che ringraziamo per l’opportunità) ha fornito agli allievi del corso una serie di specifiche da rispettare nell’ideazione e progettazione del gioco: meccaniche semplici, adatto a casual gamers, di durata breve, con materiali tutti stampabili sullo spazio messo a disposizione.
La pubblicazione, quindi, non era scontata: il gioco realizzato doveva essere adatto ai requisiti richiesti. O si vince, o si perde… tutti insieme!
È stata una sfida emozionante per i game designer emergenti creare un gioco su commissione come farebbe un vero professionista.
Sfida ancor più grande per gli allievi era riuscire a lavorare in team, compito non facile anche per i professionisti stessi!
Sfida vinta, obiettivo raggiunto!
Per arrivare all’obiettivo è stato utile il metodo delle “riunioni efficaci”, uno strumento di teamwork facilitato dalla coach formatrice Claudia Minozzi.
L’ambientazione scelta per I Bibliotecari è stata suggerita dal corsista Armando Delfini, bibliotecario, che è andato oltre le difficoltà dovute alla sua natura (l’allievo è sordo: definizione di Armando stesso) dando il suo contributo al gruppo; oltre ai già menzionati Enrico e Armando, alle riunioni efficaci hanno partecipato attivamente Marco Boschiero e Mattia Campanelli (vincitori ex aequo del contest interno di game design di Fai il tuo gioco, con la valutazione di Andrea Sfiligoi, Andrea Angiolino e il feedback sui progressi della coach Claudia Minozzi), Alessandro Negri e sua sorella Ilaria dedicandosi con serio impegno alle modifiche al progetto iniziale, e a molti playtest, la maggior parte svolti all’interno del negozio di boardgame Quinto Elemento, di Davide Restelli, altro compagno di corso e game designer emergente con grande conoscenza dei titoli sul mercato. Ilaria, unica donna tra gli allievi del corso, ha realizzato anche la grafica del tabellone e dato lo sprint finale per completare il gioco. Infine, due ex allievi di FAI IL TUO GIOCO delle edizioni precedenti a quella della Scuola Internazionale di Comics, Raffaello Padelletti per le illustrazioni, e Paolo Scippo per il logo titolo, hanno contribuito a confezionare il prodotto.
Tutto il team è stato coordinato da Claudia Minozzi, che ha reclutato l’illustratore e il grafico, ed aiutato a non perdere di vista l’obiettivo e le tempistiche.
La valutazione decisiva, però, spettava alla redazione della rivista ioGioco che ha provato più volte I Bibliotecari approvando e apprezzandone la versione definitiva.
Il giudizio finale su questo titolo spetta ai giocatori: ci auguriamo che si divertano provando I Bibliotecari, titolo competitivo nato però da un bel gioco di squadra!


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