Category Archives: Game Design

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Intervista ad Andrea Angiolino

Oggi parliamo con Andrea Angiolino, game designer dalla lunga carriera, e anche giornalista, scrittore, saggista, speaker di Radio Rai 3 con puntate sulla storia dei Giochi, autore del “Dizionario dei Giochi” (Ed. Zanichelli) in collaborazione con Beniamino Sidoti. Andrea ha creato titoli che hanno conquistato il mondo come “Wings of Glory”, “Sails of Glory” e “Battlestar Galactica: Starship Battles”, passando per i librogame, e giochi di ruolo. È anche socio della casa editrice Quality Games, con il recente successo su Kickstarter “LEX ARCANA“.


Andrea Angiolino è il professionista di alto livello che sarà docente della prima lezione di “Fai il tuo gioco ONLINE”. Il suo WEBINAR è importante per partire con il piede giusto, e poi continuare con moduli tematici degli altri docenti del team “Fai il tuo gioco ONLINE”.


Allora Andrea, raccontaci anzitutto come hai pensato di diventare game designer?


Mi ci sono ritrovato seguendo una passione. Da bambino ovviamente facevo giochi di ogni genere e mi sono divertito a proporre qualche nuovo gioco ai cugini e ai compagni di scuola, affinandoli man mano. Da ragazzo continuavo con questo hobby e mi sono inventato regole di campagna per giocare alla primissima edizione di “Warhammer” in 7-8, per corrispondenza, incontrandosi poi al tavolo per gli scontri tattici. Le regole per combattere con le creature alate erano scadenti, nel gioco originale, così le ho integrate con un mio sistema. Quando poi l’ho scorporato in un wargame autonomo di combattimenti aerei fantasy è venuto fuori il mio primo titolo pubblicato, “Cacciatori di viverne”. Dalla voglia di scrivere un librogame senza alcuni difetti che avevo trovato in un titolo in commercio è poi nato “In cerca di fortuna”, il primo libro-gioco italiano…

Sarebbe rimasto un hobby, mentre studiavo Economia e commercio in vista di un lavoro che mi desse di che vivere, se verso la fine degli anni ’80 non avessi incontrato la C.UnS.A., Cooperativa Un Sacco Alternativa. Era un gruppo romano di autori di giochi, già famoso per la simulazione Corteo, che mi ha aiutato a fare un mestiere dell’invenzione di giochi in scatola, per rivista, per radio e televisione, per manifestazioni, per la pubblicità… E lì ho capito quale fosse la mia strada. Ci dedicavamo quasi esclusivamente a giochi su commissione, non in vendita sul mercato, pur lavorando anche a titoli in scatola per Clementoni e Gut-Unicopli. All’inizio degli anni Duemila, invece, con la Nexus Editrice abbiamo iniziato a vedere finalmente un ampio successo dei giochi creati proprio per il mercato ludico, in Italia ma ancora di più all’estero. E quella è un’altra attività che mi dà molte soddisfazioni.


Tu sei già stato docente di “Fai il tuo gioco” nelle passate edizioni, e rinnovi la tua presenza anche in questa occasione. Perché hai deciso di accettare la proposta?


Mi piace il confronto con chi vuole fare giochi, in questo periodo assai più ricco di opportunità rispetto a quello in cui ho iniziato io. E sono convinto che una continuità sia necessaria, fra chi è nel settore da tempo e chi vuole entrarci adesso, perché un patrimonio di esperienze e conoscenza non si disperda, ma anche per consentire a chi già opera da tempo nel settore di capire quali sono le suggestioni e gli stimoli di chi comincia ora, per percepire meglio le tendenze, per cogliere le novità. Uno scambio molto produttivo.


Quali sono, secondo te, i migliori motivi per partecipare al corso “Fai il tuo gioco”?


Se si hanno l’entusiasmo e la voglia di creare giochi, penso che sia prezioso non cominciare da zero ma partire da una panoramica approfondita del gioco, dei meccanismi della progettazione, delle modalità di presentarsi sul mercato. Inoltre questo corso ha una inconsueta focalizzazione sul coaching, oltre che sul game design, e questo aiuta moltissimo i corsisti a concentrarsi sull’attività di creazione nella maniera più produttiva ed efficiente.


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Intervista agli autori di “DUNGEONOLOGY”, Diego Fonseca e Danilo Guidi

Oggi facciamo qualche domanda ai due autori del gioco “Dungeonology“, finanziato grazie alla piattaforma Kickstarter, che ci mette nei panni di coraggiosi avventurieri impegnati nello studio dell’habitat dei mostri che infestano i temuti dungeon.
Aspiranti insegnanti dell’immaginaria università italiana di Rocca Civetta, gli intrepidi studenti dovranno raccogliere le informazioni necessarie a scrivere la migliore tesi in… Dungeonologia!


Ciao Diego e Danilo, che genere di gioco è “Dungeonology”? come possiamo descriverlo?


Dungeonology” è un dungeon crawler atipico, in cui interpretiamo degli studenti impegnati in una ricerca sul campo all’interno di dungeon abitati da pericolose razze di mostri. Il gioco richiede di esplorare il dungeon e scoprire i segreti dei mostri prima e meglio degli altri giocatori. Per riuscire a farlo, utilizzeremo delle carte trucchetto che useremo sia per ottenere informazioni utili per scrivere la tesi da riportare a Rocca Civetta, sia per ostacolare i nostri avversari. Ad accompagnarci in questa avventura ci saranno le matricole dell’università, dei simpatici omini che andremo ad usare per attivare le nostre carte più forti o sacrificheremo senza pietà per salvarci la pelle.


Come siete entrati in contatto con il vostro editore “Ludus Magnus Studio”?


Durante il corso di “Fai il tuo gioco” dedicato al Kickstarter abbiamo conosciuto Andrea Colletti della “Ludus Magnus Studio“, al quale abbiamo presentato il nostro progetto. Fortunatamente ha visto in esso del potenziale ed ha deciso di produrlo durante l’anno successivo.


Cosa ne pensate del corso “Fai il tuo gioco”, che avete frequentato? Che genere di aiuto vi ha dato e in cosa vi ha avvantaggiato sul vostro percorso?


Il corso ci ha dato accesso a conoscenze molto settoriali ed è stato un’ottima introduzione nel mondo professionale dei giochi e del Kickstarter. A prescindere di riuscire o meno a pubblicare un gioco, il corso mette comunque a disposizione OTTIMI STRUMENTI per iniziare il proprio progetto lavorativo in ambiente ludico.


Ringraziamo D&D, Diego e Danilo ex allievi di Fai il tuo gioco: Diego, inoltre, adesso è membro stabile dello staff della Ludus Magnus Studio, così come Paolo, anche lui ex allievo delle passate edizioni di Fai il tuo gioco. Sono stati creati da Paolo i meravigliosi video di presentazione dei giochi Sine Tempore e Black Rose Wars 


Auguriamo numerosi successi ai nostri ex allievi e anche ai futuri allievi di Fai il tuo gioco, ricordando che sono aperte le iscrizioni dell’edizione 2019. Il corso partirà ad ottobre!


I POSTI sono LIMITATI: per riservare il tuo posto contattaci sulla pagina Fb Fai il tuo gioco



 


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Seguitiamo l’intervista a Claudia Minozzi, creator di “Fai il tuo gioco”

Seguitiamo l’intervista a Claudia Minozzi, creator di “Fai il tuo gioco”: potete leggere la prima parte qui


Quando parte il nuovo corso?

 

L’early bird (cioè un periodo in cui il prezzo è scontato) è già partito e dura fino al 18 settembre; dopo ci si può iscrivere a prezzo intero (che comunque è un prezzo “light”). Il corso partirà a ottobre, di sabato: iniziamo il pomeriggio di sabato 12 ottobre.


Raccontaci l’evoluzione che ha avuto il corso “Fai il tuo Gioco”: ci sono novità? 


La novità è che il nuovo corso sarà ONLINE, e si può seguire comodamente da casa per l’80 %; ci saranno poi due incontri dal vivo a Roma per la soluzione a problemi di game design, e il playtest alla sede della casa editrice LUDUS MAGNUS STUDIO, una splendida startup in partnership con noi, con cui abbiamo già lavorato nelle passate edizioni. 

Sono webinar interattivi tenuti da vari docenti che illustrano tutto il percorso che c’è da fare per portare un’idea a diventare un prodotto, dalla creazione, al ciclo di realizzazione, fino alle scelte per commercializzare il gioco. Non solo la novità del corso ONLINE che tutta Italia può seguire, quindi non ci limitiamo alla zona di Roma, ma anche un percorso personalizzato per i miei colleghi coach o formatori: molti mi hanno mostrato curiosità sui giochi, ma hanno poco tempo e gli spostamenti pesano visto che già li facciamo spesso per lavoro. La soluzione del WEBINAR abbatte le difficoltà logistiche, è tutto più comodo! Solamente due incontri sono dal vivo per mettere a punto il progetto di gioco, o meglio di GAMIFICATION, che si può utilizzare poi come tool originale nel proprio lavoro d’aula!

 

Ho pensato quindi di dematerializzare gli incontri per rendere accessibile il corso a più persone possibili. Questo cambia un po’ la formula di group coaching e soprattutto non ci sarà il team coaching, come nelle ultime due edizioni. Dal team coaching alla Scuola internazionale di Comics è nato, per esempio, “I Bibliotecari”, gioco pubblicato sul paginone centrale della rivista IoGioco, il magazine specializzato nel settore dei boardgame. Così il 100% dei partecipanti ha avuto la soddisfazione di vedersi pubblicare in cartaceo il gioco da tenere nella propria collezione, e poter dire “Questo l’ho fatto io!”… è stata una grande soddisfazione anche per me, doppia direi, perché oltre ad un risultato concreto, c’è da dire che era un team per me molto sfidante, con un ragazzo sordomuto (definizione sua che non ama farsi chiamare “non udente”), non avevo mai lavorato con un team composto così e l’ottimo rapporto che si è creato con questo ragazzo mi ha davvero commosso!


C’è qualche altro episodio piacevole, qualche successo in seguito alla partecipazione al corso che ci vuoi dire? 


Sì oltre al team che ha pubblicato sulla rivista e il ragazzo sordo con cui ho comunque trovato un buon modo per comunicare, ci sono stati tre coachee che hanno iniziato a collaborare a livello professionale con la casa editrice LUDUS MAGNUS STUDIO , Paolo, Diego e Danilo: i primi due sono stati assunti, e Diego e Danilo hanno pubblicato il loro primo gioco tramite la piattaforma di fundraising Kickstarter con il brand della casa editrice. Il loro prodotto ha raggiunto l’obiettivo base di crowdfunding in circa 10 minuti, un successone, e hanno raccolto oltre 550.000 dollari con il loro gioco Dungeonology… ma di questo parleranno Diego e Danilo in una prossima intervista. Io sono davvero felicissima per loro!


Benissimo, grazie Claudia per averci raccontato le novità: non ci resta che seguire la pagina di Fai il tuo gioco e se i lettori vogliono cogliere l’early bird possono iscriversi cliccando su Contatti o scrivere alla casella mail aziende@gruppotesiteam.it 

Ci riaggiorniamo alla prossima intervista con gli autori di Dungeonology

 


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Intervista a Claudia Minozzi, ideatrice di “Fai il tuo gioco” – prima parte

 

Negli ultimi anni la realtà di un corso come “Fai il tuo gioco” è diventata sempre più conosciuta all’interno della comunità ludica italiana. Ideato da Claudia Minozzi, sono già decine gli aspiranti game designer che lo hanno frequentato e che si sono quindi succeduti “tra i banchi”, affinando così le proprie idee, i propri metodi e i prodotti che avevano pensato.
Parliamone proprio con la persona che è il vero e proprio motore dietro “Fai il tuo Gioco”, con colei che ha immaginato di coniugare il concetto di coaching con quello di game design.

Ciao Claudia! Cominciamo questa intervista parlando un po’ di te. Chi è anzitutto Claudia Minozzi?

Ciao Massimo, sono una piccola imprenditrice e coach professionista. Mi occupo di istruzione da 20 anni con il mio Centro Studi Tesiteam; ho sempre usato in questi 20 anni un approccio da manager coach con i miei collaboratori, e negli ultimi 6 anni ho deciso di dedicarmi anche alla professione di coach con clienti esterni, sia aziende che persone.

Faccio una specifica sul coaching, parola oggi molto di moda ma che può essere fraintesa.

Il coach NON è un guru, è invece un individuo formato professionalmente all’approccio e alle tecniche che servono per il miglioramento e il raggiungimento degli obiettivi personali e aziendali. Formato professionalmente significa che ha seguito un percorso con scuole specializzate e accreditate: io ho scelto una scuola accreditata da ICF (International Coach Federation), la più grande associazione professionale di coach nel mondo, con oltre 100 nazioni che vi aderiscono. È l’accreditamento preferito dalle Grandi Aziende quando scelgono un professionista che accompagni il personale e i dirigenti verso l’eccellenza. Il coach agisce sulle competenze trasversali (come il problem solving, il decision making, l’intelligenza emotiva, il lavoro di squadra, ecc.), cioè su tutto quello che serve alle persone per passare da un vago proposito al raggiungimento di un obiettivo tramite azioni concrete. Il coach, quindi, è un consulente di PROCESSO e non di contenuto, e lavora con le persone in una relazione di “partnership”, cioè basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Non c’è un rapporto gerarchico tra chi fa il coach e chi riceve il coaching (che si chiama coachee), ma è come essere in società per raggiungere un obiettivo. Chi sceglie di essere un coach ICF, sceglie di aderire ad un codice etico, e quindi l’obiettivo è sempre e solo il benessere del coachee. È soprattutto la scelta etica che differenzia un coach ICF da altri tipi di coaching. Oltre a questo, è importante una solida formazione: io parto da una laurea in psicologia clinica, e ho approfondito con corsi di Alta formazione e un master in team coaching gli strumenti adatti per questa professione. È capitato che durante Fai il tuo gioco una persona si sia appassionata al coaching e abbia intrapreso un percorso di formazione uguale al mio, anche se si era avvicinato per approfondire i giochi!

Oltre che imprenditrice e coach professionista, penso di essere nel mio piccolo anche un’innovatrice: per questo ho creato Fai il tuo gioco, e di recente ho utilizzato gli ologrammi nei miei laboratori, una novità assoluta in Italia.

Come ti è venuta l’idea di “Fai il tuo gioco”?

Unendo più fattori in un campo che mi appassiona.

Nella formazione aziendale e nel team coaching spesso si utilizzano i giochi d’aula, perché gli apprendimenti basati sull’esperienza di gioco risultano più vivi, il coinvolgimento è maggiore, oltre ad aiutare a ricordare più a lungo quanto si è scoperto durante tale esperienza (game based learning). Il divertimento è un fattore molto potente e migliora il clima di lavoro. Il gioco è poi sfida e scoperta, un attivatore di intuizioni e una spinta a mettersi in moto. È quindi una metodologia molto efficace nella formazione esperienziale, e un tool anche nel coaching (per es. con gli strumenti di gamification di Points of You di cui sono trainer). Oltre al valore professionale, il gioco è un momento di svago, e nel bilancio vita e lavoro lo svago serve e fa bene!! Personalmente sono appassionata di gioco di ruolo, non quello da fare online bensì il classico gdr da tavolo: carta e matita. Mi piace farlo ed è occasione per socializzare. Amo il gioco di ruolo per l’interpretazione e per le storie. Le storie sono evidentemente la parte artistica del gioco, ma non solo la narrazione è una componente artistica. Tutta la creazione di un gioco ha una componente artistica. È un processo artistico! Il game design, per definizione, è l’arte e la tecnica di creare giochi. Io amo l’arte in tutte le sue forme (o meglio l’arte ama me!) e ho un’anima di artista da sempre. Scrivevo poesie e racconti fin da bimba, la prima volta che ho pubblicato avevo 12 anni (e da allora ho una trentina di pubblicazioni all’attivo). Stanti queste premesse, ho unito passione, professione e spirito artistico e ho lanciato un’innovazione: nessuno aveva unito prima il coaching con la creazione di giochi, e cioè un percorso che (oltre alle informazioni date da game designer professionisti) stimolasse la creatività, e poi aiutasse a mettere in pratica quanto scoperto e realizzare concretamente un progetto (da soli o in team), per la soddisfazione di creare qualcosa di piacevole in prima persona, o anche – in alcuni casi – come possibile sbocco professionale o imprenditoriale. Il mercato globale dei giochi è in crescita, e non solo nel settore dell’intrattenimento, ma anche educazione, formazione e marketing. C’è quindi spazio per i creativi.

A tutto ciò ho aggiunto l’approccio manageriale del mio Centro Studi Tesiteam, e come per le altre materie nella didattica universitaria, ho composto un team di esperti che affiancasse gli aspiranti game designer a comprendere cosa c’è dietro il mondo dei giochi, e cosa c’è “dentro la scatola”: non solo meccaniche, quindi, ma anche tutta la parte di produzione e commercializzazione, che passa per l’editoria classica e arriva a nuove forme di auto – imprenditorialità. È un fattore, quest’ultimo, secondo me molto interessante: io sono pure una business coach per startup quindi l’iniziativa in proprio la conosco bene (anche io lavoro in proprio) e per me è un valore. Certo, non va affrontata in modo avventato, per questo è importante essere preparati e ben formati.

Dietro “Fai il tuo gioco” c’è tutto questo…. E anche di più, perché il percorso è anche divertente e piacevole: uso la gamification, cioè i giochi per far crescere i progetti di gioco!

Bene, seguitiamo questa intervista andando più nel dettaglio di cosa possiamo trovare durante il corso Fai il tuo gioco nel prossimo articolo. Intanto ti avvisiamo di non perdere l’Early bird che inizierà a breve e solo per pochi giorni, puoi già informarti scrivendo un messaggio alla pagina Fb di Fai il tuo gioco cliccando su CONTATTACI

https://www.facebook.com/Faiiltuogioco/

 


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Pubblicato su IoGioco “I Bibliotecari” creato dagli allievi di FAI IL TUO GIOCO

Il gioco “I Bibliotecari” interamente creato dagli allievi di Fai il tuo gioco edizione Scuola Internazionale di Comics di Roma 2018 è attualmente in edicola come inserto del n. 8 della rivista specializzata di settore ioGioco. Ottimo risultato: il 100% della classe ha avuto la soddisfazione di vedersi pubblicare un gioco che potrà toccare con mano e tenere nella propria collezione!


Tutti gli allievi sono stati molto coinvolti in questo progetto: l’iniziativa è partita da uno dei partecipanti a Fai il tuo gioco, Enrico Peduzzi, che parlando con la redazione della rivista ha proposto un contest tra gli allievi del corso che avesse come risultato finale la pubblicazione del vincitore su ioGioco con il boardgame elaborato individualmente durante il corso.
Dal punto di vista pratico, però, ci ha fatto notare Andrea Angiolino (game designer professionista e docente di Fai il tuo gioco) questo non era realizzabile perché i progetti individuali dei singoli partecipanti si andavano sviluppando in vista di una pubblicazione adatta al mercato dei giochi in scatola, mentre un gioco per rivista ha caratteristiche differenti.
Così la coach e formatrice Claudia Minozzi ha proposto un’alternativa: l’iniziativa si è trasformata da una competizione tra gli allievi ad un “meta-gioco cooperativo”, ovvero un progetto di team in cui tutti gli allievi partecipassero nel creare un gioco adatto a diventare un inserto.
Andrea Angiolino ha tenuto una lezione apposita per illustrare le specificità di questa tipologia.
La redazione di ioGioco (in particolare Massimiliano Calimera, che ringraziamo per l’opportunità) ha fornito agli allievi del corso una serie di specifiche da rispettare nell’ideazione e progettazione del gioco: meccaniche semplici, adatto a casual gamers, di durata breve, con materiali tutti stampabili sullo spazio messo a disposizione.
La pubblicazione, quindi, non era scontata: il gioco realizzato doveva essere adatto ai requisiti richiesti. O si vince, o si perde… tutti insieme!
È stata una sfida emozionante per i game designer emergenti creare un gioco su commissione come farebbe un vero professionista.
Sfida ancor più grande per gli allievi era riuscire a lavorare in team, compito non facile anche per i professionisti stessi!
Sfida vinta, obiettivo raggiunto!
Per arrivare all’obiettivo è stato utile il metodo delle “riunioni efficaci”, uno strumento di teamwork facilitato dalla coach formatrice Claudia Minozzi.
L’ambientazione scelta per I Bibliotecari è stata suggerita dal corsista Armando Delfini, bibliotecario, che è andato oltre le difficoltà dovute alla sua natura (l’allievo è sordo: definizione di Armando stesso) dando il suo contributo al gruppo; oltre ai già menzionati Enrico e Armando, alle riunioni efficaci hanno partecipato attivamente Marco Boschiero e Mattia Campanelli (vincitori ex aequo del contest interno di game design di Fai il tuo gioco, con la valutazione di Andrea Sfiligoi, Andrea Angiolino e il feedback sui progressi della coach Claudia Minozzi), Alessandro Negri e sua sorella Ilaria dedicandosi con serio impegno alle modifiche al progetto iniziale, e a molti playtest, la maggior parte svolti all’interno del negozio di boardgame Quinto Elemento, di Davide Restelli, altro compagno di corso e game designer emergente con grande conoscenza dei titoli sul mercato. Ilaria, unica donna tra gli allievi del corso, ha realizzato anche la grafica del tabellone e dato lo sprint finale per completare il gioco. Infine, due ex allievi di FAI IL TUO GIOCO delle edizioni precedenti a quella della Scuola Internazionale di Comics, Raffaello Padelletti per le illustrazioni, e Paolo Scippo per il logo titolo, hanno contribuito a confezionare il prodotto.
Tutto il team è stato coordinato da Claudia Minozzi, che ha reclutato l’illustratore e il grafico, ed aiutato a non perdere di vista l’obiettivo e le tempistiche.
La valutazione decisiva, però, spettava alla redazione della rivista ioGioco che ha provato più volte I Bibliotecari approvando e apprezzandone la versione definitiva.
Il giudizio finale su questo titolo spetta ai giocatori: ci auguriamo che si divertano provando I Bibliotecari, titolo competitivo nato però da un bel gioco di squadra!


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Nuova edizione Fai il tuo gioco con Scuola internazionale di Comics

Venerdì 15 settembre presentiamo la nuova edizione di Fai il tuo gioco iniziando un nuovo percorso insieme alla Scuola Internazionale di Comics.
Durante l’Open Day la Scuola presenta tutti i corsi dell’anno accademico: Claudia Minozzi, progettista di formazione e coach del workshop, illustra la nuova edizione di Fai il tuo gioco, ampliata nei contenuti.


Il workshop sarà più lungo: 18 incontri in cui si alternano i moduli condotti dai game designer e dalla coach, e incontri di gioco e playtest – anche playtest guidato dopo aver costruito gli strumenti per raccogliere i feedback dei playtester.
Resta confermata la formula blended, cioè miscelata, di due discipline che si sposano bene:

  • il coaching, che fornirà ispirazione, metodo e supporto durante il processo creativo, dell’organizzazione del lavoro e per le scelte da fare, scelte nell’ideazione e progettazione del proprio gioco, e scelte nel percorso che si vuole intraprendere (editoria o self publishing?);
  • il game design, l’arte e la tecnica nel progettare un gioco da tavolo, con docenti esperti nella creazione dei board game e nel mercato dei giochi.

 


Rispetto alla passata edizione abbiamo aggiunto maggiore approfondimento sulla classificazione dei giochi, sulla tripartizione MDA (meccaniche, dinamiche, estetiche) e sulla gamification, a cura di Andrea Angiolino.Al team di Fai il tuo gioco si aggiunge inoltre un autore ed editore che lavora sia in proprio che per la casa editrice Giochi Uniti: Sergio Roncucci, che darà la sua testimonianza ed insieme ad Andrea Sfiligoi aiuterà i game designer emergenti ad orientarsi e a conoscere meglio l’ambiente del game design.


Il libro “La progettazione dei giochi da tavolo” di Walter Nuccio resta la linea guida per risolvere i problemi di progettazione, e il suo autore e game developer illustrerà gli aspetti più tecnici e le caratteristiche di un buon regolamento.


I regolamenti dei nuovi giochi prodotti dagli iscritti a questo workshop saranno molto importanti per vincere la seconda edizione del Contest “La scelta di Angiolino”, che come il titolo stesso spiega, sarà il concorso interno dei prototipi a cura del maestro del game design, inventore di moltissimi giochi da tavolo e di ruolo, ed anche coautore del Dizionario dei giochi, edito Zanichelli.
Al contest – come già accaduto nella scorsa edizione – saranno invitate le case editrici per provare i nuovi prototipi e scoprire nuovi autori.


La scorsa edizione sono venuti a trovarci editori o incaricati di: Giochi Uniti, Cosplayou, Tabula, anche un iscritto al corso con la sua neonata casa editrice romana, la casa editrice sempre di Roma Giochix, e la spagnola ThunderGryph Games, che opera su mercato internazionale. Gli iscritti avranno inoltre modo di conoscere e farsi conoscere dai docenti ed editori della Ganesha Games (Andrea Sfiligoi) e Cards & co. (Sergio Roncucci).
Ora tocca a voi venire a scoprire più nel dettaglio il programma del workshop all’incontro gratuito presso la Scuola internazionale di Comics, nella nuova bellissima sede in via Francesco Lemmi 10, vicino Metro Colli Albani. Vi aspettiamo venerdì 15 settembre ore 17.30!


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Contest “La scelta di Angiolino”: la parola ad Andrea Angiolino, game designer giudice del Contest

 

Presso la Scuola internazionale di Comics si è tenuta sabato 20 maggio la premiazione del contest di game design “La scelta di Angiolino” riservato ai partecipanti del workshop FAI IL TUO GIOCO.
Il giudice del Contest è stato Andrea Angiolino che ci illustra come è arrivato a scegliere i più meritevoli, compito di certo non facile.


Prima di leggere le parole di Andrea Angiolino, riportiamo alcune note biografiche per coloro che ancora non conoscono bene il mondo dei giochi (per tutti gli altri, Andrea è un maestro e punto di riferimento che non necessita di presentazioni!!).
Prendendo spunto dal web, possiamo apprendere che Angiolino ha iniziato a occuparsi di giochi nel 1982 con una rubrica sul mensile Pergioco. Ha collaborato con: Avvenimenti, Epoca, Nuova Ecologia, Totem Comic, Il Manifesto, L’Espresso, Marie Claire, Effe, La Settimana Enigmistica, Panorama.
Ha iniziato a realizzare giochi promozionali e di formazione per Armando Curcio Editore, Enea, Ipacri, Bristol-Meyer Squibb, Teatro Parioli, Valtur.
Ha creato giochi radiotelevisivi per Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Teleroma 56 e Rai Radio Due.
Ha curato riviste di enigmistica, inserti estivi di giochi per settimanali, mostre a tema ludico.
Ha pubblicato numerosi giochi di ruolo e da tavolo: I cavalieri del tempio (con G. Boschi, A. Carocci, M. Casa, L. Giuliano, ed. E.Elle 1990), El juego de los animales (con M. Casa, Sarpe 1990), Dinoland (con la C.Un.S.A., Clementoni 1993), Quorum (con C.UnS.A., Giorgio Accascina e Fabio Di Iorio, GUT 1993), Automarket (con Giovanni Caron, Qualitygame 1995), Dragonball – Alla ricerca delle sette sfere (con Paolo Parrucci, Nexus 1998), Ulysses (con P.G. Paglia, Winning Moves 2001), Wings of War (con P.G. Paglia, Nexus 2004), Obscura Tempora (Rose&Poison 2005); Sails of Glory (Ares Games, 2013).
Dal 1999 è consulente del Ministero della Pubblica Istruzione come “esperto inventore di giochi”. Nel 2004 Lucca Games gli ha dato il primo Best of Show speciale alla carriera.
È il co-autore (insieme a Beniamino Sidoti) del Dizionario dei giochi (ed. Zanichelli 2010) .
Dal 2014 racconta storie di giochi e giocattoli a Wikiradio, su Rai Radio Tre. Nel 2016 ha collaborato alla riapertura del LunEur (storico parco giochi di Roma).
Come giudice del Contest “La Scelta di Angiolino”, Andrea ci racconta come è arrivato a questa scelta:


“Il corso di coaching e game design cui ho avuto il piacere di partecipare si è rivelata una iniziativa molto coinvolgente. Gli iscritti si sono impegnati a fondo: partendo chi da un prototipo appena abbozzato e chi da una semplice idea, sono arrivati in molti a concretizzare il proprio gioco da tavolo e ad affinarlo. Mentre chi ha iniziato con un gioco già solido ha avuto l’occasione per svilupparne un secondo.
Le finalità dei vari partecipanti erano diverse: molti puntano alla pubblicazione del proprio gioco sul mercato, ma altri hanno optato per giochi con ulteriori finalità, come quella di veicolare un messaggio o di servire scopi specifici come la valorizzazione del proprio quartiere.
Non senza imbarazzo ho accettato di scegliere, fra i giochi proposti, quello che mi ha colpito di più. Non per assegnare un premio, ma più semplicemente per dare un segno personale di incoraggiamento. Un vero e proprio concorso tra giochi inediti prevederebbe gruppi di selezione che effettuino più partite a ogni titolo in gara, selezionando una rosa per giurati che condividono una serie ben precisa di criteri di valutazione. E questi ultimi variano di giuria in giuria: si può premiare l’idea, la realizzazione, la giocabilità, il potenziale di mercato… Io ho cercato di valutare secondo i criteri di design che ho presentato e discusso durante il corso, privilegiando giochi che avessero un legame armonico fra meccaniche e ambientazione e che possibilmente rispondessero a un principio di eleganza, risultando il più possibile efficaci pur nell’asciuttezza delle regole. Ho guardato a ogni gioco al di là della sua possibile riuscita sul mercato, che auguro a tutti e che nel caso potrà prevedere ulteriori fasi di revisione in concerto con le case editrici.
Assodato che i corsisti stessi hanno deciso, a mio parere meritatamente, di premiare Bands on Tour di Luca De Giuliani, ho voluto quindi dare una “nomination” a Reclame di Giovanni Cucchiarelli che riesce anch’esso a ricreare in dettaglio l’ambientazione scelta, quella delle agenzie pubblicitarie. Con una varietà e abbondanza di particolari che rende bene l’atmosfera voluta, anche se forse con la possibilità di asciugare ancora le meccaniche per una maggiore sintesi se l’autore lo riterrà opportuno.
La mia scelta finale è caduta su Fish!, di Riccardo Rigillo. Un gioco che nel periodo del corso ha visto ripetute stesure, alla ricerca continua di miglioramenti. Fino ad arrivare a meccaniche pulite ed essenziali che evocano bene le dinamiche della pesca del tonno. Trasmettendo anche con chiarezza il messaggio voluto dall’autore: e cioè che pur mirando al profitto individuale occorre evitare l’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche del nostro mare, rischiando altrimenti di esaurirle per sé e per gli altri.
Che gli editori interessati a nuove proposte facciano una pesca altrettanto buona, gettando le loro reti fra i prototipi sviluppati durante il corso e le future idee dei numerosi iscritti: in questo caso, non c’è alcun timore di esaurire le proposte.”


Ringraziamo di cuore Andrea Angiolino e ci auguriamo che anche gli editori facciano un’ottima pesca tra i prototipi dei partecipanti a FAI IL TUO GIOCO!


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Group coaching & Game Design

L’unione di coaching e game design per la creazione di giochi

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Category : Game Design

Nel periodo tra febbraio e aprile 2016 si è svolta a Roma un’esperienza nuova: l’unione di coaching e game design per la creazione di board games. Questa notizia è stata riportata dalla prestigiosa scuola di coaching and training Fedro.

Il coaching è un metodo che attraverso un processo creativo aiuta a sviluppare il potenziale e a raggiungere obiettivi nel lavoro, nella vita, nello sport e in qualunque situazione si voglia raggiungere una meta. Si basa sulla collaborazione tra coach (che è l’esperto del metodo) e cliente (chiamato coachee), che è il maggior esperto di se stesso. Il metodo usa una serie di domande che aiutano il coachee-cliente a esplorare il percorso per arrivare alla meta vedendolo da un’altra prospettiva, come se facesse una panoramica dall’alto per vedere la strada migliore per arrivare a meta. È molto usato nello sport dove lo sportivo vuole migliorarsi e vincere le gare, raggiungendo obiettivi concreti.

È utile anche per obiettivi lavorativi, per raggiungere e migliorare i risultati. Il ruolo del coach è aiutare nella panoramica e collaborare a quattro mani nel progettare azioni concrete per arrivare a meta. Il coach non è un consulente perché non si sostituisce al cliente, il cliente farà le azioni del suo progetto in prima persona (per es. progetto lavorativo, progetto di vendite, progetto personale nello studio, nello sport, ecc.).
Dal desiderio di alcuni game designer emergenti di creare nuovi prodotti per il mercato dei giochi da tavolo è nato un progetto integrato di coaching & game design per trasformare tale desiderio in un obiettivo concreto.
Il progetto integrato ha preso la forma di un workshop (dal titolo “Fai il tuo gioco!) che conteneva elementi formativi delegati ad esperti del settore e un percorso di group coaching che ha coinvolto i nuovi game designer, individualmente o in piccoli team.

Grazie al supporto di due coach professionisti, dr. Claudia Minozzi (ideatrice, progettista di tutta l’iniziativa e coach) e del collega Maurizio Viziano, i partecipanti sono riusciti a passare da idee molto vaghe ed appena abbozzate a progetti concreti che sono ora in fase di sviluppo del prototipo. La motivazione nel realizzare i board game era già molto elevata, ma i partecipanti avevano mostrato il bisogno di chiarire meglio quali fossero i passaggi ideativi per rendere la loro creazione più definita, originale e d’effetto. Il bisogno formativo è stato colmato da un professionista del settore, il game designer ed editore Andrea Sfiligoi, di Ganesha Games (con esperienza nel mercato internazionale e numerosi premi alla carriera). Per facilitare il visioning, si è fornita anche la possibilità di avere delle illustrazioni mirate a visualizzare il prodotto finito.

I coach Claudia Minozzi e Maurizio Viziano hanno facilitato la creazione unendo domande potenti, preziosi feedback e task innovativi: per esempio utilizzando alcuni giochi (editi ed inediti) con funzione di “meta-giochi” (come è stato brillantemente osservato dal game designer Walter Nuccio, autore de “La progettazione dei giochi da tavolo”, ed. Mursia 2016).

I meta-giochi sono stati utili ai coachee come strumenti di visioning, per immaginare – una volta terminato – alcuni dettagli del proprio futuro prototipo e l’effetto che avrebbero voluto provocare nel loro pubblico ideale. Il coaching è stato utile per:

  • Eliminare confusione: definire obiettivo
  • Acquisire un metodo: coaching applicabile a 360°
  • Facilitare apprendimenti e risultati: raggiungere obiettivo prima e meglio
  • Ispirare: visioning + feedback
  • Passaggio all’azione: azioni concrete
  • Allenamenti e sperimentazioni: task
  • Organizzazione: planning

Il METODO

la progettazione del workshop integrato di group coaching e game design si è svolta secondo criteri scientifici di progettazione e formazione, seguendo due fasi. La prima fase è consistita in un evento singolo pilota in cui erano presenti 8 partecipanti: 4 volevano sviluppare un progetto singolarmente e quattro facevano parte di un team (la dottoressa Claudia Minozzi è stata la coach dei singoli, il collega Maurizio Viziano ha seguito il team). Tutti avevano l’obiettivo comune della creazione di un gioco da tavolo: all’interno di una one session di oltre 4 ore, ci sono state molte occasioni di feedback sia da parte dei coach, che dei partecipanti stessi l’un l’altro. Questo incontro ha permesso di affinare le domande e gli esercizi più efficaci allo sviluppo del GROW e le domande più evocative adeguate all’individuazione degli elementi grafici, sviluppati per l’occasione dall’illustratrice con dei bozzetti eseguiti all’impronta.

La seconda fase è stato un percorso di coaching di 4 incontri. Le domande e le attività già testate che si sono rivelate più efficaci nell’evento singolo sono state riproposte sia con schede in forma scritta, sia lanciate “a stagno” nel gruppo. È stata inoltre molto incentivata l’interazione tra tutti i partecipanti, il che ha reso il clima del gruppo molto sereno e adatto alla creatività.
Essendo emerso un bisogno formativo sulle tecniche e sul mercato dei giochi da tavolo, un quinto incontro è stato condotto dall’esperto del settore, così da fornire strumenti utili al processo creativo. Al termine del percorso di coaching tutti i membri del gruppo hanno sviluppato un piano di azione efficace per la realizzazione dei loro prototipi e per una futura introduzione sul mercato.

Durante l’ultimo incontro di group coaching è stato chiesto ai partecipanti di compilare una scheda di valutazione (quantitativa e qualitativa) per lasciare un loro feedback su tutto il progetto integrato e sui professionisti coinvolti: tali professionisti sono stati molto stimati, ma ciò che ha entusiasmato di più è stato il progetto stesso nel suo complesso, considerato innovativo e originale (da qualcuno definito addirittura geniale, con grande gioia dell’ideatrice!).

Ai coachee è stato anche chiesto quali benefici e apprendimenti avessero avuto dal percorso: tutti hanno apprezzato il metodo del coaching e l’hanno trovato applicabile e utile non solo per questo obiettivo creativo, ma anche per altri obiettivi di vita e lavoro. Il coaching – in base a quanto riferito – è stato loro d’aiuto per pensare in modo differente, per programmarsi le attività seguendo uno schema e acquisire maggiore consapevolezza del “vero obiettivo”, ciò che veramente volevano ottenere da questo percorso.

L’esperienza è stata fantastica anche per chi ha progettato e condotto il group coaching (e il format dell’intero workshop): aiutare nello sviluppo creativo di un prototipo è stato un onore, coinvolgente ed emozionante, la più grande soddisfazione che un coach può avere è veder sbocciare idee e fiorire progetti concreti.
I prototipi completi parteciperanno al Contest dedicato all’illustre autore Andrea Angiolino (saggista, game designer, autore di numerose pubblicazioni, tra cui il Dizionario dei giochi, ed. Zanichelli), che è nel team della nuova edizione del progetto Fai il tuo gioco.


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